Vittoria nuclearista senza soldi costretti a rinunciare al ricorso

Ieri alle 23.01

Alla faccia de “La legge è uguale per tutti”. In tribunale neppure puoi entrare, se non trovi i soldi. Il Governo li ha, tanti, i nostri. Noi non li abbiamo per presentarci a Roma di fronte al Consiglio di Stato. La Sogin (società per la gestione impianti nucleari), cioè il Governo, con un blitz dei suoi strapagati avvocati, ha infatti scippato da Torino a Roma il nostro ricorso annullando la vittoriosa sentenza con la quale il Tar del Piemonte aveva, bocciando il decreto ministeriale fuorilegge, stoppato i lavori di demolizione dell’impianto nucleare di Bosco Marengo (Alessandria) e di conseguente costruzione di un pericoloso deposito nucleare “provvisorio, a tempo indeterminato” , cioè definitivo, pericoloso alla sicurezza delle generazioni presenti e future.

Con il suo golpe nucleare, invece di individuare il deposito nazionale previsto dalla legge per custodire in sicurezza per millenni le scorie radioattive, invece di bonificare gli ex impianti di Bosco Marengo, Trino, Saluggia, Latina, Sessa Aurunca, il Governo intende destinarli a discariche di se stessi. Lo scippo è il segno inequivocabile di quanto sia importante su scala nazionale la partita energetica iniziata a Bosco Marengo. Infatti una sentenza definitiva “no nucleare” a Bosco Marengo, caso pilota, sarebbe un precedente valido per tutta l’Italia, con effetto domino, una zeppa di traverso ai binari del treno nucleare italiano, come ha affermato il Governo stesso in caso di pronunzia definitiva a favore del nostro ricorso: “L’intera strategia sin qui adottata andrebbe rivista in relazione a tutti gli impianti nucleari presenti nel territorio italiano”.

Spostando la sede di giudizio dal Tar del Piemonte al Consiglio di Stato, lo scippo legale del Governo ha quintuplicato i costi, da 4 a 20 mila euro, in modo che la generosa sottoscrizione popolare che aveva vinto il ricorso al Tar non è più sufficiente. I conti correnti bancario e postale sono sempre aperti per una sottoscrizione straordinaria. Senza soldi, siamo costretti a rinunciare il 16 giugno a costituirci in giudizio, costretti a perdere pur avendo ragione e probabilità di vincere. Un triste annuncio. Un momento drammatico. D’altronde facciamo quello che le nostre forze ci consentono. Le associazioni e i partiti nazionali, che a parole si dicono contro il rilancio del nucleare, e per i quali 20 mila euro non sarebbero una cifra astronomica, non danno nessun contributo per inceppare lo smaltimento illegale delle scorie nucleari e il successivo rilancio delle centrali.

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Vittoria nuclearista senza soldi costretti a rinunciare al ricorsoultima modifica: 2009-06-08T14:37:22+00:00da marcos1999
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