Conferenza Internazionale “Review of the Holocaust”, Teheran, 11-12 dicembre 2006 Discorso del Rabbino Aharon Cohen

martedì 2 giugno 2009 alle ore 0.18

 

L’atteggiamento degli Ebrei Ortodossi nei confronti dell’Olocausto

Onorevoli amici e colleghi, siamo qui riuniti per discutere e considerare da diversi punti di vista […] l’argomento noto come “Olocausto”. E’ noto che l’argomento si impernia attorno alle politiche e alle azioni adottate dalla Germania nazista contro il Popolo Ebraico. Questo naturalmente nel contesto delle loro, molto più ampie, contemporanee azioni assassine. Il mio intento è quello di fornirvi l’approccio degli Ebrei Ortodossi alla questione. […]

Io e i miei colleghi siamo conosciuti come “Ebrei Ortodossi”, cioè Ebrei che intendono vivere le loro vite interamente in accordo con l’antica religione ebraica e con il modo di vivere noto come Ebraismo. Siamo qui in rappresentanza del gruppo “Naturei Karta”, che non è un movimento o un’organizzazione separata, ma un gruppo che diffonde la filosofia che esprime l’opposizione dell’Ebraismo Ortodosso all’ideologia nota come Sionismo, il movimento secolare nazionalista che intende formare uno stato settario in Palestina. […]

L’Ebraismo e il Sionismo sono due concezioni totalmente e diametralmente opposte. L’Ebraismo è un antico modo, che risale a migliaia di anni fa, di vivere secondo la volontà di Dio, pieno di contenuto morale, etico e religioso. Il Sionismo è relativamente giovane – ha poco più di cent’anni – ed ha una concezione secolare e nazionalista, completamente priva di etica e di morale. Tuttavia, bisogna dire che ci sono gruppi religiosi, tra il Popolo Ebraico, che sono stati influenzati ed infettati dalla filosofia nazionalista sionista ed hanno, scorrettamente e falsamente, “attaccato” il Sionismo addosso all’Ebraismo, andando contro gli insegnamenti dell’Ebraismo come è stato tramandato da generazioni. […]

[Dalla diaspora] fino ai giorni nostri il Popolo Ebraico è, per decreto divino, in esilio, nel quale noi dobbiamo essere leali cittadini delle nazioni in cui ci troviamo e ci è proibito sotto giuramento di tentare di uscire dall’esilio con le nostre forze. Ci è proibito sotto giuramento di tentare di formare un nostro Stato in Palestina. Trasgredire questi divieti costituirebbe una ribellione contro i voleri dell’Onnipotente e siamo a conoscenza delle gravissime conseguenze di un tale tentativo. […]

Sarà dunque chiaro da quanto detto innanzitutto che i Sionisti non rappresentano il Popolo Ebraico nel suo complesso, ed inoltre che l’anti-sionismo deve ricevere il nostro plauso e non essere confuso con l’antico pregiudizio dell’antisemitismo. Qualcosa che sappiamo essere ben apprezzata qui, nella Repubblica Islamica dell’Iran, dove la comunità ebraica vive pacificamente, con tutti i diritti civili, come accade da migliaia di anni.

Ora, uno dei pilastri che giustificano il Sionismo è l’evento dell’Olocausto, con i Sionisti che affermano che gli Ebrei devono avere il loro Stato per prevenire (come dicono) che l’Olocausto si ripeta ancora. “Mai Più” è il loro slogan. Quindi vorrei esporre la visione dell’Ebraismo Ortodosso riguardo all’Olocausto.

Per prima cosa, i fatti. Non c’è dubbio alcuno che durante la Seconda Guerra Mondiale sono state sviluppate terribili e catastrofiche politiche e azioni di genocidio, perpetrate dalla Germania nazista contro il Popolo Ebraico, confermate da innumerevoli testimoni oculari sopravvissuti e ampiamente documentate più e più volte. Personalmente mi sono stati risparmiati gli effetti peggiori della Guerra perché vivevo in Inghilterra, che fortunatamente non venne occupata dalla Germania Nazista. Comunque, io e molti molti altri abbiamo perduto innumerevoli amici e parenti che morirono sotto il giogo nazista, uccisi intenzionalmente e vittime del genocidio. Tre milioni di Ebrei in Polonia, più di mezzo milione in Ungheria, molte decine o centinaia di migliaia in Russia, Slovacchia, Francia, Belgio, Olanda e altre nazioni. Di solito si cita la stima di sei milioni. Si può mettere in discussione questa cifra effettiva, ma il crimine è stato terribile sia che i milioni (e sono stati milioni) di vittime siano sei, cinque o quattro. I metodi di omicidio sono pure irrilevanti, che siano state camere a gas (e ci sono stati testimoni oculari di ciò), plotoni di esecuzione o qualunque cosa. Il male fu lo stesso. Sarebbe un affronto tremendo alla memoria di quelli che perirono attenuarne la colpa in qualunque modo.

Comunque, gli insegnamenti e l’atteggiamento dell’Ebraismo Ortodosso è che i colpevoli di un crimine, benché totalmente responsabili delle loro azioni, non sarebbero mai riusciti nella loro malvagia impresa se l’Onnipotente non lo avesse voluto. Quindi, da questo punto di vista, la vittima o le vittime devono ovviamente tentare di evitare il male, ma se ciò risulta impossibile, allora devono accettare il volere dell’Onnipotente. Secondo il nostro insegnamento parte del decreto divino di esilio imposto su di noi stabilisce che non è compito del Popolo Ebraico portare i nostri persecutori di fronte alla giustizia. Questo è compito dell’Onnipotente. Nostro compito è accettare il volere dell’Onnipotente e di sforzarsi di migliorare noi stessi, eliminando dal nostro comportamento le azioni che possono essere state la causa della nostra sofferenza.

Non dobbiamo avere in alcun modo l’audacia, come è avvenuto, di tentare di prevedere il volere dell’Onnipotente e presumere di essere capaci di prevenire che una tale cosa accada di nuovo. Questo sarebbe un’eresia.

I Sionisti, con il loro superbo approccio secolare si comportano in completa opposizione a questa filosofia e osano dire “Mai Più”. Hanno l’ardire di pensare che possono impedire all’Onnipotente di ripetere “l’Olocausto” . Questa è eresia. […]

Devo aggiungere che l’uso dell’Olocausto da parte dei Sionisti per promuovere il loro Stato settario è il massimo dell’ipocrisia, quando si pensi che i Sionisti hanno sfruttato a loro vantaggio ogni fase dell’oppressione nazista, per ottenere uno Stato. Negli anni ’30, quando la politica nazista era di espellere gli Ebrei dalla Germania, è ben documentato come i Sionisti abbiano cooperato lavorando insieme – sì, insieme – alle autorità naziste per evacuare ebrei “adatti” (cioè giovani pionieri in buona salute) dalla Germania alla Palestina. Poi, durante la guerra, mentre gli omicidi erano in atto, è ancora una volta ben documentato quale fosse il loro atteggiamento di insensibilità , non aiutandoli quando potevano, benché ne fossero in grado. Avevano bisogno della sofferenza e delle morti per poter premere per il loro Stato quando la guerra fosse finita. Finalmente, dopo la guerra hanno fatto diventare l’intera questione dell’Olocausto e la pietà e la compassione che evocava quasi in un argomento di fede, per assicurarsi il più possibile l’acquisizione del loro Stato, affermando che il Sionismo era lì per prevenire un altro Olocausto, quando in realtà il Sionismo ha sfruttato l’Olocausto per decenni. Poi hanno iniziato a giustificare le loro atrocità contro i Palestinesi per promuovere la loro causa. […]

Amici miei, voglio finire con una preghiera: che la causa profonda delle lotte e della carneficina nel Medio Oriente, cioè lo Stato chiamato “Israele”, venga totalmente e pacificamente dissolto. Che venga sostituito da un regime che risponda pienamente alle aspirazioni dei Palestinesi. Allora gli Arabi e gli Ebrei potranno vivere insieme in pace, come è stato per secoli.

Possiamo noi allora meritare il momento in cui la gloria dell’Onnipotente verrà rivelata a tutti e tutto il genere umano sarà in pace.

Conferenza Internazionale “Review of the Holocaust”, Teheran, 11-12 dicembre 2006 Discorso del Rabbino Aharon Cohenultima modifica: 2009-06-08T14:33:08+00:00da marcos1999
Reposta per primo quest’articolo

Lascia un commento