Decreto taglia cooperazione e Zanotelli contro AFRICOM

Scusandomi conchi ne fosse già a conoscenza, diffondo due testi, che sollecitano l’impegno di chi ha a cuore la giustizia, la solidarietà e la pace (… e ha a cuore l’Africa).

Pierangelo Monti

Decreto legge: la cooperazione in Italia la fanno solo i militari


Sulla Gazzetta Ufficiale di oggi compare un decreto legge che è un cambio paradigmatico per la cooperazione italiana. Il decreto legge sulle
missioni militari all’estero taglia infatti oltre 100 milioni di euro alle attività civili.
L’Italia, che era al penultimo posto dopo gli Stati Uniti per la cooperazione allo sviluppo, diventa così ultima, oramai sotto lo 0,1% del
PIL, e gli obbiettivi del Millennio sono carta straccia (l’Italia aveva assunto impegni vincolanti “per stanziare entro il 2010 lo 0,51% quale tappa intermedia per raggiungere lo 0,7 previsto per il 2015”).

Ma non basta: penalizza il Ministero degli Esteri e privilegia quello la Difesa. Toglie fondi alle Ong e alle associazioni e favorisce la
cooperazione dei militari. Infatti dopo che la finanziaria ha tolto alla Cooperazione oltre il 56% di quanto previsto dalla manovra 2008 riducendo il budget a circa 320 milioni di euro, una mazzata arriva anche dal decreto legge sui rifinanziamenti agli impegni all’estero, varato dal governo e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale a inizio gennaio. Dalle voci di spesa spariscono completamente gli oltre cento milioni di euro che, nel dl scorso, garantivano fondi alle attività di cooperazione civile. Tutto adesso passa in mano ai militari.

Se i quattrini per gli operatori all’estero in abito borghese spariscono, i militari però possono brindare e vedersi riconosciuto un ruolo,
non solo di garanti della sicurezza, ma anche del benessere delle popolazioni da assistere. Il decreto, in sostanza, sembra sposare senza mezzi
termini la contesta logica dei Cimic (cooperazione civile-militare) e dei Prt, i Provincial Reconstruction Team varati in Iraq e
adesso pietra miliare dell’intervento in Afghanistan.
Il dl prevede persino una nuova voce di spesa non prevista dal precedente governo: 16,3 milioni destinati all’impiego di personale militare negli
Eau, Bahrain e a Tampa (Stati Uniti e sede del Centcom) “per esigenze connesse con le missioni in Afghanistan ed Iraq” (sic) e anche 8,7 milioni
per la missione antipirateria in Somalia.

Ma l’aumento per la Difesa, cosa di cui il ministro Ignazio La Russa ha pubblicamente ringraziato, diventa clamoroso se si considera
che si tratta di cifre che riguardano il primo semestre 2009 contro quelle che, nel 2008, coprivano un anno intero. Se le cifre restano
confermate infatti, la sola missione militare in Afghanistan farà un balzo da 350.069.105 di euro  242.368.418 per il primo semestre, ossia quasi
500 milioni per l’intero anno. Quella in Libano resta quasi invariata e quella nei Balcani passa a 159 milioni nel 2008 a oltre 97 nei primi sei mesi dell’anno in corso.


Dopo i tagli della Finanziaria che retrocedono ancora di più l’Italia nel campo della lotta alla povertà, quello del decreto legge è un giro di
boa circondato, come tutte le svolte operate da questo governo da un grande silenzio.
http://www.lettera22.it/showart.php?id=10077&rubrica=187

da MISNA 9/1/2009

PADRE ALEX ZANOTELLI: “NO AFRICOM A NAPOLI E A VICENZA”.

Il missionario comboniano Alex Zanotelli, a Napoli dopo anni di missione in Kenya, ci fa pervenire stasera il seguente appello da lui stesso firmato:

“Le comunità cristiane in Italia hanno appena celebrato il Natale, una festa così carica di messaggi di pace. La stessa Giornata Mondiale della Pace (1° gennaio) è venuta ad accentuare questo tema per i credenti. Ma noi cristiani ci accorgiamo di quello che stiamo celebrando? Come facciamo a proclamare la pace in chiesa mentre non ci accorgiamo che la neghiamo con le scelte violente sia nostre che dei nostri governi? Come possiamo celebrare il Natale, la festa della vita, con il massacro dei bimbi palestinesi,vera strage degli innocenti? Come possiamo celebrare il Natale senza che questo “urlo” di sofferenza umana, dei palestinesi come anche di tanti altri popoli (dai congolesi ai ceceni), non venga a disturbare le nostre coscienze addormentate di cristiani di Occidente? Ci rendiamo conto che tanta di questa sofferenza è dovuta alle scelte militaristiche dei nostri governi? Un esempio incredibile è l’annuncio fatto poco prima di Natale dal nostro ministro degli Esteri Frattini che Africom, il supremo comando americano per le truppe di terra e di mare per l’Africa, troverà posto a Napoli e a Vicenza. Africom, creato nel 2007 dal presidente Bush e inaugurato il primo ottobre 2008 a Stoccarda (Germania), è guidato oggi dal generale afro-americano William “Kid” Ward. Il generale ha speso il 2008 a cercare una base per questo comando in Africa. Ma la forte azione diplomatica del Sudafrica contro la presenza di Africom nel continente, ha impedito agli Usa di trovarla. Come ultima chance gli americani hanno pensato di trovarla nel paese più vicino all’Africa, la Spagna ed esattamente a Rota (Cadice), ma Zapatero si è opposto. Non rimaneva che l’Italia! E il Governo Berlusconi è stato ben felice di dare il benvenuto ad Africom a Vicenza e a Napoli .(Nel 2008 il comitato campano Pace e Disarmo aveva scritto un libro dal titolo profetico: Napoli chiama Vicenza, che descrive la pesante militarizzazione del territorio campano dotato di sette basi militari: Usa e Nato!). Il ministro Frattini ha anche detto che si tratta di “strutture di comando che operano nel quadro Nato”. Bugia! Il comando Africom è uno dei sei comandi unificati del Pentagono. Frattini ha anche dichiarato che non ci sono truppe da combattimento, ma solo componenti civili. Altra bugia! Africom è il comando unificato militare statunitense che ha come scopo la lotta al terrorismo e l’addestramento dei militari africani oltre alla protezione degli enormi interessi americani in Africa .E proprio per potenziare Africom, gli Usa hanno costituito due nuovi corpi: i Marines per l’Africa (Maforaf) e il Diciassettesimo Stormo dell’aeronautica militare Usa con il nome di Afafrica. Quest’ultimo opererà soprattutto da Vicenza e Sigonella, oggi la più grande base aerea nel Mediterraneo. Le forze armate USA hanno fatto già sapere che 750 militari verranno assegnati a Napoli e a Vicenza. Frattini ha anche detto che la scelta del governo è stata presa dopo aver informato i paesi africani che hanno espresso grande supporto per questa decisione! Strana democrazia quella del governo Berlusconi che tiene nascosta una tale decisione al Parlamento e consulta invece i governi africani! Il nostro governo dando il suo consenso a Washington contribuisce alla nuova operazione di stampo coloniale mirante al controllo delle aree strategiche dell’Africa. Le domande che sorgono sono molte e inquietanti sia per il nostro governo e parlamento, sia per le amministrazioni della Campania e di Napoli, sia per la Chiesa italiana. – Governo e parlamento: in quali sedi e con quali procedure è stata presa questa decisione di grande importanza strategica? Perché il parlamento italiano non è stato informato e non c’è stato nessun dibattito parlamentare? Il PD ha qualcosa da dire a riguardo? Oppure c’è un accordo bipartisan su tutto questo? – Regione Campania e Comune di Napoli: la Regione Campania, nella persona del suo presidente Bassolino, è stata almeno consultata? E la sindaca di Napoli, Rosa Iervolino, è stata almeno interpellata, dato che Africom sarà posizionato a Napoli? – Chiesa italiana: Come mai la Cei non ha alcuna parola da dire su scelte militaristiche così scellerate? Come mai gli istituti missionari e le realtà missionarie laicali come la Focsiv non reagiscono a decisioni militaristiche così gravi? Come facciamo ad inviare missionari , suore, laici in Africa se non denunciamo scelte come queste che rendono l’Africa sempre più schiava e sfruttata? Se, come missionari, vogliamo proclamare buona novella ai poveri, dobbiamo avere il coraggio di denunciare con forza queste virate militaristiche del nostro governo. Non e’ questa la missione globale a cui come missionari siamo chiamati? Mi aspetto una presa di posizione pubblica da parte degli istituti missionari operanti in Africa.

A tutti chiedo di inviare una mail al ministro degli Esteri Frattini e al ministro della Difesa La Russa , protestando per la scelta di Africom a Vicenza e a Napoli.

Decreto taglia cooperazione e Zanotelli contro AFRICOMultima modifica: 2009-03-27T22:45:41+00:00da marcos1999
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